Le 101 cose da fare a Palermo almeno una volta nella vita

Ecco la simpatica classifica delle centouno cose da fare...

La TOP 10 dei luoghi da visitare assolutamente a Palermo

Ecco i dieci luoghi che ogni turista della nostra città non dovrebbe..

Boom di turisti nel 2014 a Palermo

Oltre 1,5 milioni di turisti hanno visitato Palermo nel corso del 2014, secondo...

sabato 31 gennaio 2015

VIDEO - Fanno sesso in pieno giorno: multati due ragazzi russi

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso il video integrale della performance sessuale di due giovani ragazzi russi, che in totale armonia con se stessi e il luogo (pubblico) si sono dati molto da fare, in pieno centro cittadino. Non si tratta infatti delle solite effusioni da fidanzatini ma di un vero rapporto sessuale, immortalato da telecamere per videosorveglianza, consumato nella città russa di Samara all'interno di una fontana in pieno giorno alle ore 11:00, alla presenza dei passanti che hanno subito formato un cordone incuriosito e interessato. La coppia una volta terminato il rapporto si è dileguata nel nulla ma poco dopo sono stati identificati: nei loro confronti è stata elevata una sanzione pecuniaria di 21,00 euro (così poco?)

PALERMO - Sesso nel parcheggio del centro commerciale, presentata una denuncia contro gli autori

Il legale della diciassettenne palermitana, Marco Portera, ha presentato oggi una denuncia contro il centro commerciale La Torre, nei giorni definitosi "parte lesa", e l'azienda che si occupa della vigilanza: è questa la principale novità emersa in merito alla vicenda del video di sesso, realizzato da alcuni vigilantes, e che ha visto come protagonisti due ragazzi di Palermo. 
Intanto, la polizia ha già individuato la donna che parla durante il filmato. La responsabilità della vicenda non sarebbe soltanto sua: in quel momento, con lei, a collaborare alla diffusione del video, si trovavano alcuni vigilantes. Tra questi ci sarebbe colui che, per la prima volta, ha messo il filmato in rete e ha innescato la diffusione virale del video.

"Oggi ho nuovamente incontrato la mia cliente - racconta l'avvocato Portera - e confermo che ha palesemente perso la serenità. E' pure caduta rischiando di fratturarsi un piede, la sua vita si è trasformata in un incubo, è ansiosa. Mi ha raccontato che i suoi compagni la sbeffeggiano, c'è chi finge di farle dei video prendendola in giro. Dipende tutto da chi ha diffuso quelle immagini, applicando anche lo zoom sulle parti intime. Bisogna restituire la tranquillità a questa ragazza che adesso viene anche seguita da uno psicologo".

VIDEO - "Per una Palermo migliore Lei mangerebbe la caponata con il dado?": ecco cosa pensano i Palermitani

Nelle ultime settimane l'intera città di Palermo è insorta a causa della pubblicità della Star, in cui la nota azienda utilizzava il dado per cucinare uno dei piatti tipici della cultura cittadina: la caponata.

Dal giorno successivo alla messa in onda dello spot infatti sono stati centinaia i commenti, molto spesso sfociati in insulti, apparsi sulla pagina Facebook ufficiale della Star nonché della protagonista della pubblicità, presa di mira per aver "infangato la tradizione e il folklore legato alle nostre tradizioni".

Ma realmente, cosa pensano i palermitani a tal proposito? A questa domanda hanno cercato di trovare una risposta i ragazzi di LaLaPa, simpatico sito internet dedicato alla città di Palermo, che ha chiesto in giro per le strade del capoluogo l'opinione della cittadinanza: le risposte, nella maggior parte dei casi, sono a cavallo tra l'ironia e la triste realtà.
Vi lasciamo al filmato:


POLITICA - "Caro Presidente Mattarella, sia un umile servo della nostra Costituzione"

Caro Presidente Mattarella,

il suo nome è uscito vincitore da pochissimo dalla conta di queste elezioni Presidenziali e già si accavallano, sui siti di tutta Italia e non, giudizi sul Suo futuro operato. In questi giorni sono uscite brevi biografie su di Lei, su ciò che ha rappresentato Suo padre per l’Italia e Suo fratello per la Sicilia.
Io porto con me un fugace ricordo di Lei. Ci conoscemmo alle elezioni comunali di Palermo del 2007, Lei appoggiava il Sindaco Orlando (dopo averlo sostenuto nel più glorioso periodo della Primavera Palermitana degli anni ottanta), io ero un ragazzotto alla sua prima esperienza in politica, che aveva scelto quella strada senza molte pretese, inserendola all’interno di un contesto di recupero personale ben più ampio.
Mi venne presentato da mio padre e dall’allora Senatore Fabio Giambrone, un caro amico comune. Stemmo a parlare per qualche istante. Poche, insignificanti parole: “Sei alla prima esperienza politica? Qualsiasi risultato tu possa ottenere, continua. In bocca al lupo.”
Mi colpì il suo sguardo: pacato, serio, quasi ombroso. Uno sguardo di chi aveva un presente politico complesso, derivante da un passato politico pesante, difficile.
Poi ascoltai il Suo discorso (eravamo all’ex Jolly Hotel) rimanendo piacevolmente colpito dall’assenza di frasi in politichese e da promesse elettorali fasulle. Per questo motivo, dopo che venne eletto giudice della Corte Costituzionale, non mi stupii del nuovo ruolo da Lei assunto: un Saggio Guardiano della Carta Costituzionale, il ruolo ideale per chi aveva uno sguardo come Lei.
Adesso sono passati poco meno di 8 anni, Lei è stato eletto Presidente della Repubblica Italiana ed io ho ascoltato, inconsciamente, il Suo consiglio: sono ancora qui a fare politica. Non una politica della parola, ma una politica del fare, con un gruppo di ragazzi, professionisti, uomini, conosciuti lungo quel percorso che, casualmente, cominciai otto anni fa e che, altrettanto casualmente, mi portò ad incrociarla quel pomeriggio di una serena primavera palermitana (molto diversa da quella che lei spronò trent’anni fa).

Il Palermitano Sergio Mattarella nuovo Presidente della Rebubblica italiana: ecco con quanti voti è stato eletto

Non starò qui a dirLe di renderci orgogliosi di essere italiani durante il Suo futuro settennato; mi creda, l’orgoglio ce lo stiamo costruendo noi trentenni di oggi, trovandoci a combattere ogni giorno in mezzo alle macerie lasciate dalla generazione precedente.
Non starò qui nemmeno a paventare il ricordo di Suo fratello vittima eroica della Mafia che Lei ha sempre ricordato non attraverso boriosi salamelecchi pieni di retorica, ma attraverso la serietà della Sua persona e del Suo lavoro.
Le chiedo soltanto una cosa, alla luce della vergogna provata per essere stato rappresentato dalla classe politica italiana degli ultimi vent’anni la quale, a parte rarissimi e sporadici casi, ha prodotto Presidenti della Repubblica a mio avviso non degni della Costituzione che anche Suo padre ha contribuito a scrivere in quanto componente dell’Assemblea Costituente: Non sia un inutile servo di chi lo ha eletto, ma sia un Umile Servo di Lei rappresenta: la Carta Costituzionale. Cioè noi.
Solo così, mi auguro che la generazione cui appartengo, quando tra dieci-quindi anni parlerà ai propri figli, potrà raccontare di Lei con la stima ed il rispetto che la Sua figura umana merita.

Con grande rispetto ed infinita stima, buon lavoro.

Suo Massimiliano Rosa

PALERMO - Sempre invasa dai rifiuti, vince l'inciviltà: chiude Via Palatucci

Questa mattina il Comune di Palermo, rappresentato dal Dottore Sergio Rappa, ha disposto la chiusura di Via Palatucci, piccola bretella laterale nei pressi di Via Principe di Paternò da anni al centro di continui sversamenti di rifiuti, da parte di cittadini che definire incivili è un complimento.

Il Dottore Rappa ha voluto sottolineare come "la pulizia, costante e continua, di questo piccolo tratto di strada costa alla città, e quindi ai cittadini, 10.000 euro per ogni occasione: un costo assurdo da sostenere, per colpa di pochi incivili, e dunque la chiusura della strada al momento non è che l'unica soluzione. Naturalmente si tratta di una scelta temporanea, e non permanente, perché non è possibile in una città civile che certa gente possa fare ciò che vuole".


POLITICA - Il palermitano Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica italiana


Il palermitano Sergio Mattarella è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica Italiana, con ben più dei 505 voti necessari per la sua elezione.
Mattarella, figlio di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. In gioventù ha militato tra le file della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica, della quale fu responsabile per il Lazio dal 1961 al 1964, e poi della Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureatosi in giurisprudenza, è stato docente di Diritto parlamentare presso l'Università di Palermo, e la sua elezione rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l'intera città di Palermo, nonché per la Sicilia nella sua globalità.

AGGIORNAMENTO ORE 13:15

Secondo il conteggio non ufficiale, Sergio Mattarella sarebbe stato eletto con 665 voti favorevoli: ben 160 in più rispetto al quorum minimo, stabilito per la sua valida elezione.

La TOP 10 delle città più brutte d'Italia secondo gli utenti del Web

Vi segnaliamo la classifica, stilata in virtù di un sondaggio a cui hanno partecipato oltre 300.000 utenti, delle più brutte città italiane, considerate tali dalla Rete. Sono stati presi in considerazione, a tal proposito, alcuni parametri come la vivibilità delle città, il livello di smog, la presenza di fattori criminogeni e il livello di soddisfazione della cittadinanza. I risultati sono, secondo alcuni, decisamente sorprendenti: ecco la classifica complessiva.

10. Brindisi. La provincia pugliese viene considerata come una delle città meno vivibili del nostro Paese. Viene considerata come un simbolo della mediocrità che non è riuscito mai a trovare una propria identità culturale e sociale. La situazione sarebbe anche peggiorata in seguito all’imperante urbanizzazione di questa località del Sud

9. Brescia. La cittadina lombarda non risulta molto apprezzata per le elevate emissioni di inquinamento nell’aria e non solo. Infatti, Brescia viene considerata come una località piuttosto anonima, nonostante la sua vicinanza al Lago di Garda e a montagne suggestive. Ma la sua presenza in questa classifica poco lusinghiera è dovuta anche alla martoriata periferia.

8. Rovigo. Proveniente dal Veneto, questa città fa parte della classifica perché vieneconsiderata semplicemente noiosa. Un luogo nel quale sarebbe impossibile perdersi per la mancanza di bellezze culturali. Inoltre, ci sarebbe anche la nebbia a peggiorare le cose, con il centro che viene ritenuto come il far west nel corso del sabato pomeriggio.

7. Catanzaro. Oggi il capoluogo della regione Calabria viene considerato tra le città più brutte d’Italia a causa di una gestione ritenuta scriteriata dal punto di vista politico. Un luogo nel quale sarebbe complicato trovare un posto di lavoro e la demografia avrebbe subito un brutto colpo nel corso degli ultimi trenta anni.

6. Reggio Calabria. Restiamo in Calabria per un’altra città che non sta vivendo un periodo entusiasmante. Si tratta di una località dal grande potenziale turistico, che però non viene sfruttato in maniera adeguata a causa di una pessima gestione dei rifiuti e della pulizia.Troppi gli edifici fatiscenti.

5. Vibo Valentia. Ancora Calabria. In questa circostanza, la città è presente in graduatoria soprattutto a causa del livello elevato di inquinamento atmosferico. Inoltre, le case risulterebbero costruite senza alcun criterio, con un alto grado di sporcizia e un certo disordine. Numerosi i monumenti a rischio crollo.

4. Latina. La provincia laziale non piace molto a causa della troppa criminalità organizzata. Inoltre, si parla di un luogo fin troppo sporcato da affari politici poco trasparenti, con numerosi edifici costruiti a caso. Elevato il livello di corruzione all’interno delle società.

3. Taranto. Anche in questo caso, a pesare sulla vivibilità della città pugliese è la situazione poco lusinghiera che si verifica nella zona periferica. Essa viene anche considerata come una località pericolosa a causa dell’elevato grado di criminalità organizzata.

2. Napoli. Considerata tra le città più belle e più brutte al tempo stesso. La città partenopea viene considerata tra le peggiori a causa dell’inquinamento, della criminalità organizzata e della confusione che domina in ogni suo angolo. Inoltre, un ulteriore punto a sfavore è rappresentato dalla situazione poco edificante della periferia.

1. Milano. Ebbene sì, la metropoli meneghina viene considerata come la più brutta del Bel Paese. È ritenuta la peggiore a causa delle condizioni meteorologiche poco favorevoli,dell’alto livello di smog e di corruzione. Come se non bastasse, ci si mette di mezzo anche una certa noia.

venerdì 30 gennaio 2015

CARINI - Castronovo, Comitati Civici: "Situazione inaccettabile, serve una svolta vera"

I Comitati Civici, partito politico molto attivo presso la Città di Palermo e provincia, prendendo atto della grave situazione in essere a Carini annuncia ufficialmente, con un comunicato, la propria intenzione di presentare la lista elettorale al fine di partecipare alle prossime elezioni, in programma tra pochi mesi: "Il nostro gruppo, in virtù dell’attuale situazione politica sociale ed economica che le realtà della Provincia sono costrette a subire, intende presentare la propria lista per le prossime elezioni amministrative del Comune di Carini, cosciente della necessità di un percorso non improvvisato ma in contrapposizione con il passato delle logiche di una politica volta a disperdere le proprie energie in polemiche costruite ad arte, per distogliere l’attenzione dalle questioni importanti e finalizzate alla rinascita della città - questo afferma il Segretario Generale dei Comitati Civici, Claudio Castronovo -. Noi siamo consapevoli delle difficoltà che il Comune sta attraversando in questo momento storico, ma siamo altrettanto coscienti delle sue potenzialità, da esplicarsi tramite la rinascita dell’area industriale e la pianificazione di importanti investimenti; in tale prospettiva, preso atto dell'avvenuta apertura di un confronto tra alcuni movimenti politici locali e il Partito Democratico, anche noi di Comitati Civici ci rendiamo disponibili ad un immediato confronto con queste forze politiche, per individuare insieme un programma e la squadra di governo della città".

Il Segretario Generale conclude affermando che "I Comitati Civici sono disponibili al dibattito politico, purché sia costruttivo e con prospettive di rilancio: ci auguriamo che le forze politiche presenti nel territorio mostrino un profilo responsabile attraverso la condivisione di idee e progetti che fin da subito vedranno in noi interlocutori interessati, e determinati a favorire un unico obiettivo: il bene di Carini".

POLITICA - Mutuo da 1,7 miliardi di euro, ecco tutti i nomi di chi lo ha approvato

Riteniamo che quanto accaduto in seno alla Assemblea Regionale Siciliana sia di una gravità tale da attentare alla vita stessa dei principi democratici e della Costituzione: eppure, tutto è avvenuto nel massimo silenzio e senza alcuna particolare pressione, mediatica o sociale; nel completo, e quasi assordante, silenzio.
Ma noi non ci stiamo, non passeremo alla storia come collusi o conniventi almeno finché avremo fiato per respirare: eccovi quindi i nomi di tutti coloro, trentasette in totale, che hanno votato FAVOREVOLMENTE alla approvazione del maxi mutuo da 1,7 miliardi di euro, che costringerà la Sicilia ( = i contribuenti ed il popolo siciliano ) a versare ogni anno la bellezza di 71 milioni di euro, per far fronte a questo debito contratto da chi, al contrario, non sborserà nemmeno un centesimo.

Eccovi i nomi, scriveteli, stampateli o teneteli a mente perché la colpa, in fondo, è anche di chi ha permesso a certa gente di entrare nella stanza dei bottoni.

Alloro (Pd), Arancio (Pd), Barbagallo (Pd), Salvatore Cascio (Sicilia democratica), Cimino (Grande Sud), Cirone (Pd), Coltraro (Sicilia democratica), Cracolici (Pd), Currenti (Sicilia democratica), D’Agostino (Misto), Di Giacinto (Megafono), Dina (Udc), Dipasquale (Megafono), Gucciardi (Pd), Lantieri (Sicilia democratica), Leanza (Sicilia democratica), Lentini (Sicilia democratica), Lo Giudice (Pdr), Lupo (Pd), Maggio (Pd), Malafarina (Megafono), Marziano (Pd), Micciché (Udc), Antonella Milazzo (Pd), Oddo (Megafono), Panarello (Pd), Panepinto (Pd), Picciolo (Pdr), Ragusa (Udc), Raia (Pd), Sammartino (Articolo 4), Sorbello (Udc), Sudano (Articolo 4), Tamajo (Pdr), Turano (Udc), Venturino (Misto), Vullo (Pd).

L'ARS approva il maxi mutuo da 1,7 miliardi: fino al 2045 i siciliani pagheranno ogni anno 71 milioni di euro


Con 37 voti favorevoli, la maggioranza attualmente presente all'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il maxi mutuo, da 1,7 miliardi di euro, che la Regione Sicilia è in procinto di contrarre con le banche al fine di risanare la sua disastrosa situazione finanziaria ed economica.

L'accordo, che ha una durata di 30 anni, prevede la restituzione della somma al tasso di interesse dell'1%, ed è stato fortemente voluto dal governo centrale di Roma nonostante i fortissimi tagli, al tempo stesso, imposti alla Regione proprio da parte dell'esecutivo di Renzi: una scelta, politica e sociale, che costringerà i contribuenti siciliani a far fronte ad un impegno talmente gravoso da pesare in modo determinante sulle imposte e tasse per i prossimi decenni. Non è un mistero infatti che, alla luce di questa - ci consentirete - scellerata decisione il popolo Siciliano sarà costretto a sopportare le aliquote più alte d'Italia, a fronte di servizi ed infrastrutture profondamente lontane dai lontani standards di normalità.
Analizzando nel dettaglio il "provvedimento" infatti, si comprende che i siciliani dovranno garantire, fino alla data del 30 giugno 2045, il pagamento di una rata annuale di quasi 71 milioni di euro: sei milioni di euro al mese, insomma, per i prossimi trent’anni, questo pagherà la Sicilia per far fronte all'impegno preso da poche centinaia di persone, costrette adesso a "trovare una soluzione" allo sfacelo da loro stesse creato negli ultimi decenni.
Non sono mancate, naturalmente, le tensioni in aula: “Abbiamo lasciato gli amici di Crocetta – ha detto Nello Musumeci – di fronte alle loro responsabilità. I debiti della Regione non si pagano con altri debiti, ma con la riduzione della spesa oppure ottenendo da Roma quello che ci è stato negato. In questo modo, maggioranza e governo stanno condannando i nostri figli e anche i nostri nipoti a un debito pesantissimo”.
Dello stesso avviso anche il Movimento Cinque Stelle: "Hanno portato in Aula - ha detto Valentina Zafarana - un mutuo senza nemmeno un bilancio. Hanno violato il regolamento, non consentendo nemmeno la presentazione degli emendamenti. Questa maggioranza non fa che genuflettersi all'esecutivo. Abbiamo lasciato che questo mutuo, che condanna i siciliani, se lo votassero loro".

Dichiarazioni di facciata - o presunte tali - a parte adesso contano i fatti: la Sicilia nei prossimi trent'anni vivrà, con ogni probabilità, il momento più buio della sua già disastrata esistenza.