Nuova tragedia in mare

Lampedusa, recuperati i corpi di 19 migranti

Visite in nero all'Ospedale Cervello

In manette medico ed infermiera, intascavano anche 400 euro a...

Ennesimo schiaffo alla legalità

Raid vandalico alla Scuola Falcone e Borsellino

mercoledì 23 luglio 2014

Pizzo agli avvocati, arrestato un pregiudicato

Chiede il pizzo a due noti avvocati "per le famiglie dei carcerati": arrestato

Pietro Urso, pregiudicato, ha bussato alla porta di due noti avvocati del Foro di Palermo, Nino Caleca e Roberto Mangano, presentandosi come "signor Lucchese" e spiegando che già altri avvocati in passato avevano pagato. 
Il fatto è avvenuto tra il mese di giugno e venerdì scorso. La vicenda è stata raccontata dal Giornale di Sicilia.
Urso si è presentato nello studio degli avvocati chiedendo "soldi per le famiglie dei carcerati". E non mollava nonostante gli iniziali dinieghi. Sì, perché già la prima volta era stato cacciato in malo modo. I due professionisti, senza troppi giri di parole e senza alcuna intenzione di farsi intimidire, avevano fatto capire al "signor Lucchese" che era meglio cambiare aria. La seconda volta Urso è stato filmato a sua insaputa e denunciato ai carabinieri. E infine, la terza volta, cinque giorni fa, è stato pizzicato in flagrante. E quindi arrestato con l'accusa di tentata estorsione aggravata.


Pericolo amianto, sequestro dei Cantieri Culturali della Zisa

Rischio amianto ai Cantieri culturali della Zisa: scatta il sequestro

Una bomba ecologica ai Cantieri culturali delle Zisa. Esplode il rischio amianto nella maxi struttura gestita dal Comune e utilizzata per eventi teatri e musicali. A riportare la notizia è stato il Giornale di Sicilia, secondo cui la Procura ha immediatamente disposto il sequestro di una vasta area che comprende anche un capannone dismesso. 
Autrice del provvedimento l'ARPA, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. I tecnici, giunti sul posto nel primo pomeriggio di ieri, hanno già prelevato alcuni campioni per le analisi di laboratorio. Trovati rifiuti misti con contaminazione di fibra di amianto, sostanza cancerogena e pericolosa per la salute.


La struttura della Zisa, costruita per ospitare le officine Ducrot, comprende 23 capannoni. Oggi quest'area, composta da una sezione all’aperto di circa duemila metri quadrati e di una struttura coperta dismessa di 120 metri quadrati, è utilizzata come spazio espositivo per eventi teatrali, musicali e iniziative culturali di ogni genere. L'area attualmente ospita la sede del "Centre culturel francais de Palerme et de Sicile", il centro culturale tedesco Goethe-Institut, l'Istituto Gramsci Siciliano, e la sede palermitana della scuola nazionale di cinema.

martedì 22 luglio 2014

Totò Riina: "Paolo Borsellino si è ammazzato da solo"

Riina ammette: Borsellino controllato

La mafia teneva sotto controllo Paolo Borsellino e la sua famiglia. E’ questo il particolare inquietante che viene fuori da un’intercettazione in carcere mentre Totò Riina parla ad un compagno di cella: “Sapevamo dove andare perché le ha detto 'domani mamma vengo'”, racconta il boss, riferendo le parole dette dal magistrato alla madre. "Questa del campanello però è un fenomeno...Questa una volta il Signore l'ha fatta e poi basta. Arriva, suona e scoppia tutto". E' un pezzo della conversazione intercettata in cui Riina racconta che a innescare l'esplosione che uccise Paolo Borsellino fu lo stesso magistrato, suonando al citofono in cui era stato piazzato un telecomando. La conversazione - il cui contenuto era noto, ma non il testo - è stata depositata al processo sulla "trattativa".


"Il fatto che è collegato là è un colpo geniale proprio. Perchè siccome là era difficile stare sul posto per attivarla... Ma lui l'attiva lo stesso", commenta Lorusso il 29 agosto del 2013. Il boss detenuto racconta di avere cercato di uccidere Borsellino per anni. "Una vita ci ho combattuto - dice - una vita... Là a Marsala (Borsellino lavorava a Marsala)". "Ma chi glielo dice a lui di andare a suonare?" si chiede Riina. "Ma lui perchè non si fa dare le chiavi da sua madre e apre". "Minchia - racconta - lui va a suonare a sua madre dove gli abbiamo messo la bomba. Lui va a suonare e si spara la bomba lui stesso. E' troppo forte questa".
Secondo gli inquirenti Cosa nostra avrebbe predisposto una sorta di triangolazione: un primo telecomando avrebbe attivato la trasmittente, poi suonando al citofono il magistrato stesso avrebbe inviato alla ricevente, piazzata nell'autobomba, l'impulso che avrebbe innescato l'esplosione.
“Ma mannaggia - prosegue Riina parlando durante l'ora d'aria sempre con Lorusso - Ma vai a capire che razza di fortuna. Alle cinque mi sono andato a mettere lì”. "Quello senza volerlo - spiega il capomafia corleonese - le ha telefonato". "Troppo bello: sapevo che ci doveva andare alle cinque. Piglia, corri e mettigli un altro sacco", continua Riina facendo intendere, secondo gli inquirenti, che dopo avere sentito la conversazione tra Borsellino e la madre, evidentemente intercettati dalla mafia, si affrettò a imbottire la 126 usata come autobomba con un altro sacco di esplosivo.
"Minchia come mi è riuscito", aggiunge. Pesanti, poi, i giudizi espressi dal Capo dei capi sulla sorella del magistrato ucciso, Rita: "Una disgraziata - dice a Lorusso - la vedi inviperita nel telegiornale, quanto è inviperita la disgraziata, non ha digerito la morte di questo suo fratello che ci ha suonato il campanello a sua madre".


Uditore, asilo nido usato come abitazione abusiva: "Arrostiscono stigghiole"

Asilo comunale occupato all'Uditore, l'assessore Evola: "Sfratto ed inizio lavori"

Nel quartiere Uditore di Palermo, da molto tempo ormai, è in atto uno dei tanti episodi di ingiustizia sociale ed inciviltà che spesse volte ci troviamo a dover documentare.
Uno spazio dedicato ai bambini infatti, ed alla loro crescita, è stato trasformato in abitazione privata, con tanto di "musica napoletana e arrostute di stigghiola". L'immobile si trova in via Ignazio Silvestri, zona Uditore appunto, ufficialmente chiuso per necessità di restauro del complesso ma, ex facto, occupato abusivamente da due famiglie e quasi 25 persone.
Dall'Assessorato competente ci spiegano che "i fondi e il progetto sono pronti, così come l'ordinanza di sfratto esecutivo emessa circa un mese fa. Il diritto alla casa è sacro e va tutelato, ma nelle forme che la legge consente e soprattutto a condizione che non contrasti né con la legalità, né tanto meno con altri diritti di pari o superiore livello, come l'istruzione e il diritto allo studio di una grossa fetta della cittadinanza."


Alcuni residenti sono al limite della propria sopportazione.
"Trovo che sia una assoluta barbaria che, mentre ci sono palermitani onesti che pagano ogni mese migliaia di euro in tasse per la casa, ce ne sono altri che violando ogni norma godono di strutture per nulla a loro destinate - spiega un commerciante della zona -. Oltre ad essersi impossessati di un bene di tutti, ma principalmente dei nostri figli e nipoti, queste persone stanno mettendo a ferro e fuoco la struttura, per renderla un'abitazione privata. Tutto questo è intollerabile". 
Tuttavia pare che, spiega l'assessore Evola, la questione sia ormai giunta alle battute finali: "Al termine dello scorso anno sono state chiuse le iscrizioni perché sapevamo di dover intervenire. Siamo certi che, dal prossimo anno scolastico, la struttura tornerà a disposizione della città".


ISTAT: "A Palermo il 70% dei giovani è senza lavoro"

Dati da brividi: due palermitani su tre non hanno un lavoro

Due palermitani su tre non hanno un lavoro. I dati diffusi dal Sistema statistico nazionale sull'occupazione, mettono i brividi, nonostante si sia registrato un leggero miglioramento, dal momento che il tasso di occupazione è aumentato leggermente (dal 32,3% al 34%). 
La vera forbice tuttavia è tra uomini e donne occupati: 45% contro 25%.
Un altro grave problema inoltre riguarda i giovani, ovvero la fascia di persone che va dai 18 ai 29 anni: i dati sono allarmanti, dal momento che secondo le analisi ISTAT quasi il 70% dei giovani interessati dalla ricerca non hanno un impiego stabile. A livello nazionale le cose non vanno meglio, e anzi Palermo risulta godere di una situazione migliore rispetto a molte altre città, come Catania e Napoli. Meglio del capoluogo, in Sicilia, Messina e nel Sud Italia Bari.

Tutto da buttare dunque? No. L'ISTAT infatti ha registrato anche alcuni, seppur lievi, mglioramenti: dal 2001 gli occupati a Palermo sono cresciuti di 10.811 mila unità, cercano lavoro 11.536 persone in meno, mentre tra i cittadini fuori dal mercato del lavoro, gli studenti e le casalinghe sono scese rispettivamente di 1.277 e 19 mila unità. Negli ultimi anni il tasso di occupazione maschile è aumentato dello 0,6%. Una percentuale sicuramente da incrementare, mentre l'occupazione delle donne è cresciuta del 4%, dato molto migliore rispetto ad altre città italiane anche del Nord Italia.
Cosa fare dunque? La soluzione del problema coinvolge interi settori della società civile ed economica, a partire dalla politica, che dovrebbe iniziare a predisporre misure per la crescita dell'occupazione (in questo senso, il Piano Giovani e il Bando da 400,00 euro al mese per i praticanti rappresentano una, seppur leggerissima, boccata d'ossigeno) e guardare soprattutto al lungo periodo, con interventi mirati a permettere l'ingresso in Sicilia e a Palermo di nuovi investitori, soggetti economici nazionali ed internazionali che possano consentire alla città e alla Regione di sfruttare al meglio le infinite potenzialità di cui gode.

lunedì 21 luglio 2014

Approvato il bando, da settembre 400,00 euro per i praticanti

Un rimborso di 400,00 euro al mese per i praticanti. È in arrivo una boccata di ossigeno per i giovani avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro siciliani che, già a partire da quest'anno, potranno ricevere un sostegno economico per il primo anno di tirocinio. Uscirà entro fine settembre il bando per quella che all'assessorato alla Formazione definiscono «Priorità 1» del Piano giovani, il programma regionale da cento milioni di euro di fondi comunitari ma erogati dallo Stato, per favorire l'occupazione. Per questa misura l'assessorato stanzia 12 milioni di euro. Il bando ha preso forma proprio in questa settimana: sono stati definiti i criteri e il protocollo di intesa che dovrà essere sottoscritto dagli Ordini che vorranno aderire all'iniziativa. I praticanti che aspirano ad accaparrarsi il rimborso spese saranno 3.333, dovranno avere fino a 35 anni non compiuti, essere residenti in Sicilia da almeno 24 mesi, disoccupati da almeno 6 mesi e iscritti nel registro dei praticanti dell'Ordine collegato al percorso di studio. Il rimborso sarà di 400 euro: 300 saranno a carico della Regione e 100 del datore di lavoro in cui si effettua il praticantato. L'assessorato ha avviato le consultazioni con gli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti, dei consulenti del lavoro per definire i dettagli. Quello che già si sa è che per beneficiare dell'indennità di 400 euro non si dovranno avere vincoli di parentela e affinità fino al terzo grado con i professionisti o i soci degli studi dove si svolge il praticantato. 


Il giovane non può essere ospitato più di una volta nello stesso studio e ogni professionista non potrà seguire più di un tirocinante che gode del rimborso. Il beneficiario, inoltre, non dovrà essere iscritto come praticante in altri registri o se lo sarà potrà presentare la domanda per avere il rimborso spese di un solo percorso di tirocinio. Il praticante non dovrà avere in corso un rapporto di lavoro autonomo, subordinato o parasubordinato con il professionista che lo ospita. 
Il rimborso sarà corrisposto al tirocinante in due rate semestrali di 1800 euro ciascuna, dopo che l'assessorato avrà verificato che lo studio ha effettivamente corrisposto al tirocinante 100 euro al mese e che il praticante abbia svolto il periodo di tirocinio nel semestre di riferimento. Il sostegno economico durerà 12 mesi e coprirà, quindi, solo il primo anno di pratica. Non sarà possibile riuscire a comprendere, almeno per quest'anno, l'intera platea dei praticanti siciliani. Ma, assicura l'assessore Scilabra «la misura - quest'anno in fase sperimentale - sarà riproposta dall'anno prossimo fino almeno al 2020, usufruendo dei tre miliardi della prossima programmazione del Fondo sociale europeo. In futuro, inoltre, i beneficiari della misura saranno ampliati e si farà in modo di estendere la copertura anche al secondo anno di praticantato». 
Le domande per potere usufruire del beneficio si presenteranno all'Ordine di riferimento, compilando il modulo che si potrà scaricare dal sito una volta pubblicato il bando. Gli Ordini dovranno firmare un protocollo di intesa con la Regione e Italia Lavoro, che prevede una serie di obblighi per tutte e tre le parti. Gli Ordini trasmetteranno ad Italia Lavoro l'elenco delle domande ricevute e si dovranno impegnare a realizzare anche in forma esclusivamente telematica uno sportello dove i giovani invieranno le istanze. 

Soddisfatta l'assessore Scilabra: «Siamo la prima regione in Italia che lancia una misura di questo tipo, un sostegno a tutti quei giovani che spesso si trovano a svolgere un percorso di praticantato nella totale gratuità. È ingiusto che un ragazzo appena laureato debba svolgere il percorso di pratica senza alcun riconoscimento economico delle sue prestazioni professionali, spesso fondamentali per molti studi». Il bando verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e sul sito di Italia Lavoro, www.italialavoro.it/wps/portal/pianogiovanisicilia

TripAdvisor: la spiaggia più bella del mondo? In Sicilia!

Gli utenti del più importante sito web di recensioni di viaggio del mondo, Tripadvisor, hanno espresso il loro verdetto: la spiaggia di Isola dei Conigli, a Lampedusa, è la più bella del pianeta.  Milioni di viaggiatori hanno infatti votato nell’ambito del “Travelers’ Choice Beaches Awards”, competizione che ha premiato un totale di 276 spiagge in vari paesi. Un’ulteriore conferma dell’amore dei turisti verso le spiagge siciliane e del generale apprezzamento per le spettacolari risorse naturalistiche di cui è ricco il nostro paese.
Ma quali sono le altre spiagge premiate? Vediamo insieme le prime 15 posizioni, per sognare un po’ ma anche, perchè no, per prendere ispirazione per le prossime vacanze balneari!
1. Spiaggia dei Conigli, Lapedusa, Italia

2. Grace Bay – Providenciales
grace bay
3. Whitehaven Beach – Airlie Beach, Australia
whitehaven beach

4. Baia do Sancho – Fernando de Noronha, Brasile
baia do sancho brasile

5. Flamenco Beach (Playa Flamenco) – Culebra, Portorico
flamenco beach

6. Playa de las Catedrales – Ribadeo, Spagna
playa catedrales

7. Lopes Mendes Beach – Ilha Grande, Brasile
lopes medes beach

8. Horseshoe Bay Beach – Southampton, Bermuda
horseshoe bay

9. Eagle Beach – Palm/Eagle Beach, Aruba
aruba eagle beach

10. Rhossili Bay – Swansea, Regno Unito
Rhossili Bay

11. Playa Paraiso Beach – Cayo Largo, Cuba
playa paraiso

12. Playa de Ses Illetes – Formentera, Spagna
ses illetes

13. Chesterman Beach – Tofino, Columbia Britannica
chesterman beach

14. Playa del Norte – Isla Mujeres, Mexico
isla mujeres

15. Ka’anapali Beach – Lahaina, Hawaii
ka'anapali beach

Siete stati in una o più di queste spiagge? Qual è la vostra preferita?

Trova 41 milioni di lire in cantina: "Bankitalia non me li cambia"

Trovano 41 milioni di lire in una cantina di un vecchio casolare comprato all’asta e scoprono che quei soldi sono solo carta straccia. Perché ormai da tempo, in seguito a un decreto del governo Monti, Bankitalia non accetta più di cambiare in euro le vecchie banconote. Dunque quel tesoro non vale niente, perché non può essere incassato. “È un’ingiustizia, porteremo Bankitalia in tribunale”, spiega la donna che ha scovato il denaro in fondo a una cantina. Del fortunato ritrovamento della famiglia Sacchi ne parla Repubblica che spiega che tutto è nato da un’asta giudiziaria. A fine 2011 la famiglia Sacchi si è aggiudicata una casa che si trova alle porte di Bologna: lo stabile era rovinato, vuoto da anni. All’interno c’era solo qualche vecchio mobile ma, mentre i nuovi proprietari erano lì per sistemarlo, hanno trovato il tesoro. Le vecchie lire in una cassa in cantina - “In cantina troviamo una specie di rientranza, un’intercapedine, dentro la quale si nascondeva una vecchia cassa”, spiegano al quotidiano. Dentro c’erano, appunto, 41 milioni di lire. In poco tempo, però, l’entusiasmo per il fortunato ritrovamento si è trasformato in delusione e rabbia. Proprio perché Bankitalia dice ai proprietari del casolare che un decreto  Monti ha anticipato il termine per il cambio delle banconote che ora sono carta straccia. Ma la famiglia Sacchi non si è arresa e alla fine ha deciso di denunciare la Banca d’Italia. E se il loro ricorso dovesse andar male hanno detto di essere intenzionati a provare a vendere le vecchie lire a qualche collezionista.

Piano Giovani, da domani via alla digitalizzazione della documentazione

Nei primi giorni di vita del Piano Giovani, il bando voluto dalla Regione Sicilia per incrementare il numero di lavoratori under 35, ha subito numerosi rallentamenti a causa soprattutto della disorganizzazione dei Centri per l'impiego, fondamentali per il rilascio delle documentazioni necessarie a presentare la propria istanza. Per tale ragione si è corso ai ripari: la dichiarazione di disponibilità al lavoro (Did) può essere chiesta online da mesi, ma lo stesso non valeva per il Patto di servizio, certificato che dovrebbe essere rilasciato dai centri per l'impiego contestualmente alla Did e con il quale la persona firma una sorta di accordo con l'ufficio sulle azioni da intraprendere per uscire dallo stato di disoccupazione.



Per ottenere questo documento, fino ad oggi, bisognava per forza recarsi ad un Centro per l'impiego, e da quando è partito il primo avviso del Piano giovani gli uffici sono presi quotidianamente d'assalto, con il risultato che in pochi sono riusciti ad ottenere la carta che apre le porte del Piano dell'assessorato alla Formazione.

Il problema viene risolto, finalmente, questa mattina: con un avviso pubblicato sul sito nel quale il dirigente del dipartimento Anna Rosa Corsello annuncia che da martedì 22 luglio il Patto di servizio si potrà ottenere online. E' scritto nella nota: "Al fine di garantire la migliore funzionalità ed efficienza del servizio pubblico e di superare, al contempo, le criticità rilevate presso i Centri per l’Impiego a causa del considerevole afflusso di utenza, l’adesione al Patto di Servizio potrà essere resa online, così come la dichiarazione di Immediata disponibilità al lavoro (Did)".

E così, i giovani che intendono partecipare al primo bando del Piano giovani potranno farlo dichiarando la propria disponibilità alla 'presa in carico' da parte del Centro per l’Impiego scelto, a prescindere dal luogo di residenza o domicilio, aderendo online al Patto di Servizio attraverso l’apposita funzione 'Patto di Servizio Online', che - come comunica il dipartimento - sarà resa disponibile a partire dalle ore 10 di martedì prossimo sul sito www.didonline.cosicilia.it. Chi non è già registrato al sito potrà farlo compilando il form online, mentre chi ha già un accesso al sistema potrà utilizzare le gli stessi dati. La richiesta di "presa in carico" attraverso il Patto di servizio online determinerà l'avvio della procedura da parte del Centro per l’Impiego: non sarà necessario, quindi, recarsi fisicamente negli uffici.

Piazza Magione, sottoposti a controllo tutti i locali

Movida, ora il Comune si mobilita: controlli a tappeto in piazza Magione

Il Comune di Palermo alza, finalmente, la voce. In questi giorni infatti sono in corso dei controlli a macchia di leopardo, nella zona di Piazza Magione.
In azione polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili, con un impiego di oltre sessanta uomini, allo scopo di sottoporre a controlli una delle zone più calde della movida palermitana estiva.
L'obiettivo è chiaro: contrastare l'abusivismo commerciale e garantire sicurezza. 
Controllati circa 15 tra ristoranti, pizzerie, trattorie, pub e bar. Ai titolari di cinque luoghi di ristoro è stata elevata la sanzione amministrativa per un importo complessivo di circa 800 euro, per occupazione di suolo pubblico.

Controlli anche alla viabilità: numerosi posti di blocco con i quali sono state identificate 98 persone e controllati 46 veicoli, sei dei quali sono stati poi sequestrati. Una persona è stata denunciata per guida senza patente, un'altra invece per resistenza a pubblico ufficiale. In tutto sono state elevate 15 sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada.
Dal Comune ci fanno sapere che "i controlli continueranno senza sosta. Abbiamo raccolto le lamentele di una grossa parte della categoria commerciale di Palermo, stanca di vedere applicare norme e regolamenti solo in certe zone della città."